Thursday, March 11, 2010

Avis – San Vito dei Normanni

Sezione Comunale “Vito De Leonardis”

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Avis a l’Aquila

Posted by Franco On May - 27 - 2009

Anche l’AVIS di San Vito dei Normanni contribuisce alla ricostruzione della Casa dello Studente dell’Aquila

Come prova di grande testimonianza di solidarietà, di fronte al drammatico terremoto che ha colpito l’Abruzzo, l’AVIS Regionale Abruzzo, in accordo con la Presidenza del Consiglio della Regione Abruzzo e con il Rettore dell’Università dell’Aquila, l’AVIS Nazionale ha deciso di organizzare una campagna di raccolta fondi per la ricostruzione della Casa dello Studente dell’Aquila, che ha subito ingenti danni materiali e nella quale hanno perso la vita diversi studenti.
Anche la Sezione AVIS “Vito De Leonardis” di San Vito dei Normanni, sempre sensibile ad iniziative di solidarietà, ha aderito al progetto e nella riunione dell’ultimo Consiglio Direttivo ha deliberato di devolvere la somma di € 300,00.
L’attenzione dell’AVIS di San Vito dei Normanni per i giovani ha spinto a sostenere con forza la ricostruzione della Casa dello Studente, struttura dall’alto valore formativo, sociale e di aggregazione, che rappresenterà sicuramente uno degli obiettivi più significativi per ridare speranza ai giovani studenti.
Il conto corrente (intestato ad AVIS Nazionale) a cui ogni sede AVIS o altri soggetti finanziatori possono destinare le proprie offerte è:
IBAN: IT 13 D 02008 01601 000041415151
Causale: L’AQUILA – CASA DELLO STUDENTE

Contiamo nella solidarietà di tutti, quindi non facciamo mancare il nostro aiuto all’Abruzzo!
GRAZIE!

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Avis a San Vito

Posted by Franco On May - 12 - 2009

avis-sanvito

UN PÒ DI STORIA…..
L’AVIS è l’Associazione Volontari Italiani del Sangue. Si costituisce ufficialmente nel 1945 e nel 1950 è riconosciuta con una legge dello Stato. Raggruppa coloro che donano volontariamente, gratuitamente e periodicamente il proprio sangue.

E’ un’associazione apartitica, aconfessionale, senza discriminazione di razza, sesso, religione, lingua, nazionalità, ideologia politica ed esclude qualsiasi fine di lucro.
L’AVIS è presente su tutto il territorio nazionale con una struttura ben articolata.

Fonda la sua attività istituzionale ed associativa sui principi costituzionali della democrazia e della partecipazione sociale e sul volontariato, quale elemento centrale e strumento insostituibile di solidarietà umana.

All’AVIS possono aderire gratuitamente sia coloro che donano volontariamente il proprio sangue e sia coloro che, pur non potendo per motivi di inidoneità fare la donazione, collaborano gratuitamente a tutte le attività.

Gli scopi dell’Associazione, fissati dallo Statuto, erano e sono:

venire incontro alla crescente necessità di sangue;
avere donatori pronti, controllati nella tipologia del sangue e nello stato di salute;
eliminare la compravendita di sangue;
donare gratuitamente sangue a tutti, senza alcuna discriminazione.

La Sezione Comunale “Vito De Leonardis” di San Vito dei Normanni nasce l’1 luglio del 1986 grazie alla volontà e l’impegno di un gruppo di studenti del locale Liceo Scientifico, tutti amici di Vito, giovane deceduto a seguito di incidente stradale senza che sia stato possibile – per assurde difficoltà burocratiche – procedere alla donazione dei suoi organi, secondo quelle che erano state le sue stesse ultime volontà.

Leonardo De Leonardis, padre di Vito, fu nominato commissario della Sezione.
Da allora sono passati 23 lunghi anni! Molti passi significativi sono stati compiuti dal 1986 sino
ad oggi e tanti i traguardi raggiunti! La costante crescita associativa, attraverso l’informazione e promozione della donazione del sangue, ha consentito di aumentare il numero di donatori/donazioni.

Generosa è sempre stata la risposta della cittadinanza, che ha permesso di raggiungere 924 donazioni di sangue al 31 dicembre del 2008, con un incremento di ben 156 sacche rispetto all’anno precedente!

L’AVIS non è solo il gesto della donazione del sangue, ma lo sviluppo dei valori di pace, giustizia ed amore verso il prossimo; è una proposta di partecipazione alla vita sociale, per costruire una società dove possono emergere i valori della solidarietà, dell’attenzione verso l’altro e dell’amore per l’uomo; infine, è anche occasione di aggregazione e di festa.

Con questo spirito, la Sezione Comunale di San Vito dei Normanni dell’Associazione Volontari Italiani Sangue ha proceduto al rinnovo del proprio Consiglio Direttivo per il quadriennio 2009 – 2012.

Nuove forze, soprattutto giovani, vanno ad affiancarsi a coloro che da più tempo sono impegnati nel promuovere la donazione del sangue. L’elezione del nuovo Consiglio Direttivo si è svolta il 22 gennaio u.s. presso la sede dell’AVIS, sita in via Garibaldi n. 107.

Questi i nuovi 15 consiglieri: De Leonardis Leonardo, Attorre Antonio, Pecoraro Angelica, Tedesco Vincenzo, Sbano Vito, Melacca Vitania, Fagiano Anna, Marrazzo Francesco, Ancora Diego, Pinto Giuseppe, Iurlaro Vito Francesco, Siciliano Giuseppe, Vita Vincenzo, Sacchi Luigi e Lupia Antonio. Barretta Francesco, Vita Antonio, Rongone Vitantonio e Sozzi Giovanni sono i componenti del Collegio dei Sindaci Revisori dei Conti.

Il 29 gennaio scorso, il nuovo Consiglio Direttivo si è riunito per attivare tutte le procedure necessarie al suo insediamento e per procedere all’elezione del Presidente, dei Vice Presidenti, del Segretario, dell’Amministratore, dei componenti del Collegio dei Revisori dei Conti e dei Direttori Sanitari. Riconfermato con unanimità di voti Leonardo De Leonardis come Presidente, così come sono stati riconfermati Antonio Attorre come Vice Presidente Vicario, Vito Sbano come Amministratore, Francesco Barretta quale Presidente del Collegio dei Sindaci Revisori, Francesco Carriero e Francesco Longo come Direttori Sanitari, mentre i nuovi ingressi sono rappresentati da Anna Fagiano, in qualità di Vice Presidente Ordinario e Vincenzo Tedesco con la carica di Segretario.

Gli obiettivi che si propone di perseguire il nuovo Consiglio Direttivo sono: l’istituzione di un servizio infermieristico presso la sede; l’organizzazione di manifestazioni a carattere socio – culturale e musicale che coinvolgano l’intera cittadinanza ed in particolare i giovani, al fine di sensibilizzarli al dono del sangue; la realizzazione di una squadra di calcetto con i soci per la partecipazione ai tornei organizzati dalle varie sezioni AVIS della Provincia e della Regione, quali momenti di confronto e di partecipazione associativa.

La sezione è già al lavoro per incrementare il proprio operato sul territorio sanvitese attraverso iniziative di volontariato e di sensibilizzazione della comunità per avvicinare sempre più nuovi donatori, coinvolgendo in particolare le scuole, le parrocchie, le associazioni culturali e sportive, per educare soprattutto i giovani alla solidarietà, alla convivenza civile ed alla partecipazione associativa.

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Dona il tuo sangue a un neonato…

Posted by Franco On April - 27 - 2009

cicogna-avisDona il tuo sangue ad un neonato e gli permetterai di crescere.

Purtroppo è una realtà che bambini appena nati, ricoverati in patologia neonatale perchè nati prematuri o perchè aetti da grave patologie, si ritrovino con un’unica speranza di vita legata alla disponibilità di un donatore di emocomponenti (globuli rossi e piastrine).

Con la donazione da un unico donatore di più emocomponenti e con un trattamento particolare delle unità, i rischi post-trasfusionali per il bambino si riducono di molto.
Abbinare un unico donatore a un bambino significa infatti potergli donare in un’unica volta tutte le unità di piastrine e di globuli rossi di cui necessita per poter superare l’evento acuto. L’impegno che chiediamo può essere assunto da una persona giovane e sana che si sottoponga alla donazione con il sistema multicomponente (MCC).
Dona il tuo sangue a un neonato e gli permetterai di crescere!
Non ti fermare a questa breve lettura!
Prosegui con la tua personale adesione!
Sostieni il desiderio di vivere di un neonato!
Rivolgiti all’Avis di San Vito dei Normanni.

www.avis-sanvitodeinormanni.com

segreteria@avis-sanvitodeinormanni.com

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Santoro ha infangato gli angeli dei soccorsi.

Posted by Franco On April - 11 - 2009

Amici,
riprendo un artico di  Mario Giordano del Giornale,
dove ci racconta quanto segue.
In fondo alla pagina potete lasciare, se lo ritene opportuno,
il vostro commento.   Leggiamo insieme.

Caro Santoro,

anzi caro onorevole, visto che m’ha chiesto di chiamarla così, so bene
che quando si è invitati nei salotti altrui non è buona educazione
raccontare al mondo quel che ci si è detti. Ma siccome quel salotto era
in diretta su Raidue in prima serata, davanti a svariati milioni di
telespettatori, mi permetto di infrangere le regole. Non me ne vorrà.
In fondo lei di regole infrante è un maestro. E, in effetti, dopo aver
fatto a pezzi quelle della par condicio e del buon senso, l’altra sera
ha definitivamente massacrato anche quelle del buon gusto e della
civiltà. Missione compiuta, olé.

Il suo ultimo Annozero, mi permetta, è stato
uno spettacolo squallido, un atto di sciacallaggio ributtante, che non
mette più la polemica sull’asse di ciò che è di sinistra o non di
sinistra, ma di ciò che è civile e ciò che non lo è più. E mi chiedo se
sia possibile che lei e i suoi sottopanza siate così accecati dall’odio
e dalla faziosità da perdere non dico l’equilibrio politico, che quello
l’avete già perso da tempo, ma anche il senso di umanità.
E che non vi
rendiate conto che tutto questo vi porta lontani dal Paese reale, dal
sentimento diffuso di commozione e solidarietà, dall’Italia che si
unisce di fronte alla sofferenza, per una volta provando a ragionare
non per schemi di partito, ma secondo bisogni, urgenze e necessità.
Provi a togliersi per una volta la giacchetta da europarlamentare, caro
onorevole Santoro, provi a togliersi per una volta i paraocchi del
katanga in servizio permanente effettivo. Vedrà che in Abruzzo c’è
un’umanità dolente e dignitosa, lacerata e orgogliosa, che non chiede
bandiere di partito né polemichette pretestuose. Chiede risposte
concrete. Responsabilità. E serietà. Per una volta, proviamoci, anche
noi, che abbiamo per le mani il bene prezioso dell’informazione.
Proviamoci a togliere la maglietta di parte e a guardare la tragedia
senza pensare a quel che ne potremmo guadagnare in termini di marchette
politiche. Proviamo a essere seri. E lei che è un gran professionista
lo sa: attaccare la Protezione civile per il ritardo nella consegna di
una bottiglietta d’acqua (una! Su 27mila sfollati!), mentre ci sono le
bare dei morti ancora aperte e i soccorritori che rischiano la vita fra
le macerie, non è serio. Anzi, sarebbe perfino ridicolo, se non fosse
tragico.

Tragico per le vittime, innanzitutto.
Ma
tragico anche per lei, per la sua squadra avvilita nei bassifondi della
polemica, per la sua professionalità ridotta a zerbino in nome
dell’ideologia, per la sua umanità schiacciata sotto il peso dell’odio
politico.
In Abruzzo i soccorsi hanno funzionato. Lo sanno tutti, lo
dicono tutti.
I volontari sono stati eroici, hanno salvato decine di
vite umane.
Le tendopoli sono state operative in tempi record. Non c’è
stato caos, non c’è stata disorganizzazione. Tutti gli osservatori,
italiani e stranieri, di destra e di sinistra, hanno potuto notare che
per la prima volta sul luogo della tragedia si è sentita forte e
tempestiva la presenza dello Stato.
Chissà perché gli unici che non se
ne sono accorti sono stati i suoi inviati, poveri kamikaze spediti sul
posto a cercare disperatamente di trasformare una efficiente opera di
soccorso nella Caporetto di Bertolaso.

Per altro, mi lasci dire, caro onorevole, evidentemente lei non è più
il maestro di un tempo, l’esperienza a Bruxelles l’ha rammollita o gli
allievi sono scarsi: ammetterà che hanno lavorato proprio male.

La tesi
si poteva argomentare in modo assai migliore, di voci contro, in quella
situazione, se ne potevano raccogliere un’infinità.

E loro, invece, gli
sciagurati di Caporetto, che cosa le hanno portato in pasto? Una
bottiglietta d’acqua consegnata in ritardo, lo sfogo di un medico
chiaramente sfinito e poco altro. A guardare bene, tutte interviste
forzate, con domande tranello, risposte indotte e montaggi con tagli
spericolati. Poca roba, lo sa anche lei, chissà come li avrà sgridati
nella solita riunione che fate il giorno dopo per esaminare, minuto per
minuto, gli errori commessi in trasmissione. E che dirà allora di quei
collegamenti con Ruotolo? Erano così noiosi… Ci voleva tanto a
trovare qualcuno che dicesse «Bertolaso è un incapace» con efficace
sintesi televisiva? Evidentemente nemmeno Ruotolo è più quello di una
volta…

Su, onorevole Santoro, sia sincero: in fondo
portare in tv qualcuno che si lamenta contro la Protezione civile in
mezzo a 27mila sfollati non è mica una missione complicata. Se vuole
gliene troviamo altrettanti in cinque minuti anche qui nel centro di
Milano, dove pure la gente non ha patito sulla sua pelle il terremoto.
La scarsità delle testimonianze da voi raccolte è una conferma (se ce
ne fosse bisogno) che la Protezione civile ha funzionato bene. Ma mi
resta un dubbio: possibile che non abbiate incontrato nemmeno uno che
ringraziava i soccorritori? Possibile che non vi sia venuto in mente di
intervistare così, en passant, anche uno della Protezione civile? Non
li avete trovati? Ruotolo è così bollito?

Lei dice bene che non si può sventolare
l’eroismo dei volontari come pretesto per non parlare dei problemi.
Siamo d’accordo. Ma non si possono nemmeno sventolare i morti come
pretesto per dire fregnacce. Voi, invece, l’avete fatto.
Scientificamente. Per tutta la trasmissione. A cominciare da Ruotolo
che esordisce lasciando microfono libero a un uomo esasperato che
insulta le divise. E poi la bottiglietta d’acqua e altri lamenti. E poi
la piccola teoria degli schizzi di fango. E poi la presidente della
Provincia che se la prende con le istituzioni (e lei che cos’è signora,
mi scusi?). E poi il suo sarcasmo, dottor Santoro, fra Kgb, caschi e
altre cose che voleva mettersi in testa (a mettersi un po’ di buon
senso, ci ha mai pensato?). E, infine, soprattutto la ciliegina sulla
monnezza, cioè le spaventose vignette di Vauro, dove si ironizzava
sulla cubatura dei cimiteri, l’ampliamento edilizio delle bare e,
ancora, la ridicolaggine dei soccorritori.

Lasciamo da parte i malinconici dettagli:
Travaglio che legge (per altro con inesattezze) verbali da questurino
di provincia e il magistrato candidato De Magistris, investito
ufficialmente del ruolo di censore dei furbetti (avete capito bene: il
furbetto dei Valori eletto a simbolo di censore dei furbetti, che è un
po’ come fare tenere ad Adriano un corso contro l’alcolismo). Lasciamo
da parte i malinconici dettagli, non restano che le fregnacce. E che
sono fregnacce lo sa anche lei, caro onorevole Santoro. Per tutta la
settimana, nei colloqui con i suoi collaboratori, mi è stato detto che
trovava sciocco insistere sulla prevedibilità dei terremoti, sulla
cassandra Giuliani, sulla questione dell’emergenza, perché il vero
problema è quello edilizio. Sacrosanto. Il vero problema è che in
Italia ci sono 7 milioni di case a rischio, di cui 80mila sono edifici
pubblici. Il vero problema è quell’ospedale dell’Aquila inaugurato nel
2000, dopo vent’anni di lavori, e che ora è inagibile. Il vero problema
è il decreto del 2004 che prevedeva costruzioni antisismiche e che è
sempre stato rinviato. Il vero problema è che occorre una grande opera
di rottamazione edilizia e di ricostruzione. Questo è il punto. Voi lo
sapevate benissimo. Dietro le quinte se ne conveniva.

E allora perché, invece, avete messo in scena solo un vergognoso
processo alla Protezione civile? Forse perché il problema delle case
costruite male non può essere addossato in nessun modo a Berlusconi?
Forse perché vi siete accorti che, anzi, il piano casa appena varato
andava proprio nella direzione dell’auspicato rinnovamento edilizio?
Forse perché il ritardo delle norme antisismiche non è colpa di un
sottosegretario del vituperato centrodestra, ma di una cultura del
Paese che riguarda tutti?

Forse perché il primo a firmare quel rinvio è
stato proprio Antonio Di Pietro, nume tutelare del furbetto
anti-furbetti De Magistris?

Dev’essere così, è chiaro. Ma il risultato
è vergognoso.

Noi speravamo di parlare dei problemi seri.
Su questo
giornale l’abbiamo fatto, fin dal primo giorno, senza nascondere nulla,
con dati e cifre, denunce e accuse fondate su abusi e inadempienze
nelle costruzioni. Voi invece avete preferito affidarvi alle beghe da
cortile, avete ritirato fuori la madonna del radon, l’autodidatta
Giuliani, avete mestato nel torbido raccolto sul fondo della
disperazione con un unico scopo: mettere nel frullatore chi da cinque
giorni lavora, rischiando la vita e senza risparmiare energia, per
ridare speranza all’Abruzzo.

Mi chiedo perché, caro onorevole Santoro.

Mi chiedo a che serva. Visto che all’inizio
della trasmissione faceva nobilmente appello al Paese che vogliamo
lasciare ai nostri figli, ecco, le chiedo se davvero lei vuole lasciare
ai suoi figli un Paese così, in cui nemmeno di fronte a 290 morti si
trova la forza di mettere da parte i biechi interessi della politica di
giornata. Se davvero vuole lasciare ai suoi figli un Paese in cui si
irridono i volontari, magari solo perché vestono una divisa (si capisce
la divisa non fa chic come l’orecchino e il jeans strappato…). Se
davvero vuole lasciare ai suoi figli un Paese in cui di fronte
all’emergenza ci si continui a sentire uomini di parte prima che
uomini. Avevamo avuto una speranza nei giorni scorsi. Avevamo visto un
clima diverso. Avevamo trovato commenti per una volta sensati a destra
e a sinistra, avevamo trovato persone capaci di capire che il dolore e
la sofferenza, pensi un po’ Santoro, contano persino più dell’essere
berlusconiani o antiberlusconiani. Avevamo sperato che di qui potesse
nascere un’Italia più civile.
Avevamo sperato.
Poi sono arrivati Vauro,
le vignette e la sua bottiglietta d’acqua.
Che meschinità.

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Buona Pasqua!

Posted by Franco On April - 6 - 2009

Buona Pasqua a tutti!

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Pensaci Su.

Posted by Franco On April - 4 - 2009

Una piccola nota, da un piccolo amico.

SPOT AVIS

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